domenica 8 novembre 2009

Curriculum Vitae: istruzioni per l'uso

La redazione o revisione (per chi ha già esperienza) e l’invio del Curriculum Vitae (CV), spesso accompagnato dalla lettera di presentazione, è sicuramente la prima azione che si intraprende quando si decide di cambiare lavoro.

Questi due documenti sono il biglietto da visita da presentare alle aziende e alle organizzazioni cui si intende sottoporre la propria candidatura.

La prima domanda che ci si pone è se inviare il c.d. Europass (cv in formato europeo), oppure procedere con la redazione ed invio del curriculum “tradizionale”.

In alcuni processi di selezione è richiesto esplicitamente di presentare l’Europass, ma il primo consiglio è di procedete con l’invio del curriculum “tradizionale” dove non ci siano particolari riferimenti a questo formato (per questi temi si rimanda al post che ho già pubblicato “Il Curriculum Europeo: luci ed ombre sul suo utilizzo ”).

Prima di cominciare l’analisi della struttura e della forma del cv “tradizionale”, è importante tenere sempre a mente che i professionisti della selezione spesso si trovano a dover esaminare centinaia di curricula in poco tempo. Il proprio “biglietto da visita”, dunque, dovrà fornire quante più informazioni in modo efficace e sintetico, ma anche chiaro e leggibile. È importante che oltre al percorso formativo e professionale emergano anche le vostre attitudini e capacità.

In particolare, è consigliabile un CV con non più di 2 pagine, fatta eccezione per esperienze lavorative pluriennali, per cui valgono comunque le stesse regole. In caso di selezioni massicce, le aziende potrebbero addirittura richiedere di condensare le esperienze professionali in un’unica pagina.

Non esiste una formula magica per redigere un curriculum ed una lettera di presentazione perfetti. È invece importante che entrambi siano curati in ogni dettaglio (in termini grafici, di struttura e di contenuti) e soprattutto che siano in grado di mettere in luce quegli aspetti che possano essere di maggiore interesse per l’azienda e/o organizzazione a cui vengono sottoposti.

Tenendo dunque a mente che sarà necessario adattare il proprio cv (e lettera di presentazione) coerentemente al tipo di lavoro che state cercando, sarà utile seguire alcuni consigli.

Non esiste una struttura standard da seguire per la redazione del cv “tradizionale”, ma sicuramente ci sono alcune informazioni che non possono essere omesse. In termini generali, di seguito sono elencati i campi da prendere in considerazione:

Dati anagrafici: i dati anagrafici sono i più importanti, servono ai selezionatori per i primi contatti e per fissare i colloqui: debbono essere visibili e chiari. Non dovrà mancare il nome e cognome, il luogo e data di nascita e tutti i recapiti. Lo stato civile non è invece obbligatorio. In base al lavoro a cui si sottopone la candidatura, potrebbe essere utile fornire indicazione sul tipo di patente posseduta.

Esperienze formative: è importante indicare le esperienze formative significative e quei titoli che rendano interessante la candidatura. Soprattutto qualora il percorso formativo sia piuttosto lungo, è consigliabile omettere le scuole dell’obbligo per dare risalto alle esperienze di studi più recenti, strutturandole in ordine cronologico. Per ogni titolo di studio acquisito, specificare:

- la Facoltà, l’Università o l’Ente;

- il periodo in cui sono stati svolti gli studi;

- le eventuali certificazioni ottenute.

Il voto finale è sempre consigliabile metterlo, a meno che non sia troppo basso. Qualora si eviti di indicarlo, tuttavia, bisogna sapere sempre che ci sono buone possibilità di insospettire ed incuriosire il selezionatore (che eventualmente potrebbe approfondire l’argomento in sede di colloquio ).

In questo campo è importante indicare se il percorso di studi si sia concluso con uno stage o abbia previsto esperienze all’estero.

Esperienze professionali: questa sezione è ovviamente l’area del cv più importante. Soprattutto coloro che non hanno molta esperienza, non dovrebbero tralasciare eventuali lavori stagionali od occasionali svolti durante gli studi. Anche se decontestualizzati rispetto al settore in cui si sottopone la propria candidatura, sono sicuramente indizi di determinazione e propositività .

Coloro che, viceversa, hanno un’esperienza professionale consistente, debbono accertarsi di mettere in luce quelle esperienze maggiormente qualificanti per la posizione a cui si candidano. In entrambi i casi, come per la formazione, è sempre consigliabile partire dall’esperienza più recente e procedere in ordine cronologico. Per ognuno dei lavori svolti, le informazioni da fornire sempre sono le seguenti:

- il periodo temporale di riferimento;

- la società;

- la posizione ricoperta;

- le mansioni svolte;

- i riporti gerarchici.

Il contratto lavorativo ed il relativo livello sono generalmente elementi da richiamare.

Coloro che hanno avuto responsabilità di coordinamento, dovrebbero indicare le risorse gestite (economiche ed umane).

Il consiglio è di non mentire mai sulle attività lavorative svolte, anche se è sicuramente ammesso renderle visibili ed interessanti al vostro selezionatore. Bisogna ricordare che “il mondo è piccolo ed è facile procedere a verifiche su quanto dichiarato”, seppur nel rispetto della privacy. In questi casi più che mai, è vero il detto che “le bugie hanno le gambe corte”!!.

In altre parole, un po’ di promozioni di sé stessi è consigliabile, le menzogne sono assolutamente da evitare.

Lingue straniere: questa sezione è quella che tipicamente crea i maggiori imbarazzi sull’attribuzione del livello di conoscenza della lingua. Anche qui il primo consiglio è di essere onesti. Provate a darvi una valutazione per ognuna delle lingue che parlate tra il sufficiente, discreto, buono, ottimo e fluente (per chi parla correntemente, ma non è madrelingua). Non bisogna sottostimarsi nella valutazione, ma neanche esagerare. Nel processo di selezione possono essere facilmente previste prove di conversazione o test.

In questa sede è consigliabile inserire corsi di lingua, esperienze all’estero, e certificazioni ottenute.

Conoscenze informatiche: in questa sezione vengono indicati i programmi utilizzati ed il software conosciuto. Si consiglia di cominciare con i programmi più diffusi, come ad esempio il pacchetto office (word, excel, power point ed access) e poi indicare quelli più specifici.

È invece sconsigliabile indicare l’uso della posta elettronica od internet, che sono dati per scontati.

Interessi extra-professionali e hobby: molti credono che fornire indicazioni sui propri hobby o interessi extra-professionali sia fuori luogo. Ritengo invece che questa sezione del cv sia sicuramente interessante, seppur da usare con parsimonia. Le attività svolte al di fuori dello studio o del lavoro, possono essere d’aiuto per far emergere aspetti ed inclinazioni di interesse nel settore professionale. Ad esempio, la pratica di sport come il calcio, il basket, la pallavolo sono sicuramente indizi di una personalità capace a lavorare in team.

Consenso alla legge sulla privacy: non bisogna mai dimenticare l’autorizzazione al trattamento dei dati personali da apporre in calce al cv, con la formula “ Autorizzo il trattamento dei dati ai sensi del D. lgs. 196/03”

La foto: solitamente non consiglio di apporre la foto al proprio cv, a meno che non sia esplicitamente richiesto. Specialmente per la candidatura a certi lavori può risultare fuori luogo. Qualora sia invece sollecitata, è bene inviarne con pose sobrie in ambientazioni neutre. Qualora il cv sia inoltrato per posta elettronica è importante verificare che il formato della foto non appesantisca troppo il documento.

A questo punto potete iniziare con la redazione del vostro cv.

Buon lavoro

Athena

I Business Social Network e la ricerca di lavoro. L’esempio di LinkedIn

Link at Work ha seguito i lavori del Forum Risorse Umane 2009, organizzato dall’AIDP.

Tra i molteplici interventi di valore che si segnalano nella giornata, merita sicuramente attenzione quello di Mike Pilcher, Director of Corporate Solutions, LinkedIn Europe.

In modo sintetico ed efficace, ha illustrato le potenzialità del Business Social Network per eccellenza: LinkedIn.

Sicuramente l’Italia si trova in una fase ancora immatura e di piena esplorazione dello strumento mentre, come spesso accade, gli Stati Uniti precorrono i tempi. Fino a qui nulla di nuovo.

Dalla panoramica che ci ha presentato Mr Pilcher, LinkedIn (e, direi, i Social Network in generale) sta stimolando nuovi modelli di business e di gestione del recruiting.

In particolare, per quanto attiene la ricerca di personale, emerge in modo evidente che, anche in Italia, gli “addetti alla selezione” che usano questo strumento sono sempre più numerosi.

Il consiglio che diamo a coloro che sono in cerca di lavoro, è pertanto di non trascurare queste nuove modalità di gestire il proprio network professionale: essere presente e ricercabile sul o sui Business Social Network, mantenere il profilo aggiornato, creare la propria rete utilizzando gli strumenti messi a disposizione è importante e forse, tra qualche tempo, indispensabile, soprattutto per certi ruoli.

Per coloro che non amano la lingua inglese, si consiglia in alternativa (o in aggiunta per gli anglofoni) Xing, Business Social Network in Italiano.

Qualche perplessità, invece, sulla potenzialità di Facebook per la gestione del network diretto ad attività di business e quindi per il recruiting on line, ma sono benvenuti commenti e riflessioni al riguardo.

Athena

mercoledì 15 luglio 2009

IL CURRICULUM EUROPEO: LUCI ED OMBRE SUL SUO UTILIZZO

Nei corsi di orientamento mi è stato più volte chiesto se sia meglio inviare il curriculum vitae tradizionale o quello in formato europeo (il c.d. EUROPASS - per le istruzioni di compilazione si rimanda ai siti ufficiali http://europass.cedefop.eu.int/ e  www.europass-italia.it ).

Nella mia esperienza l’Europass, pur dando il vantaggio di fornire uno standard condiviso in tutta Europa, riporta in modo molto dettagliato e poco flessibile uno schema che spesso rischia di creare spazi vuoti e di non essere sintetico. Per tale motivo, i professionisti del settore, che spesso si trovano a dover esaminare centinaia di curricula in poco tempo, non lo trovano di facile lettura.

Per agevolarne l’esame in fase di selezione (c.d. screening), solitamente si consiglia ai candidati di non presentare curricula con più di 2 pagine (massimo 3, per esperienze lavorative pluriennali); in caso di selezioni massicce, le aziende richiedono di condensare le esperienze professionali in un’unica pagina.

In quest’ottica, la difficoltà maggiore si presenta per coloro che, avendo una lunga esperienza professionale e di studi, debbano sintetizzare il proprio excursus lavorativo e formativo nello standard europeo.

L’Europass, inoltre, è strutturato secondo uno schema che vuole fornire sia le competenze professionali, che le così dette capacità personali, ma non è stato fornito un elenco standard (come accade invece per le conoscenze linguistiche) che sia condiviso ed univoco. Tale mancanza rende confusa ed ambigua la descrizione del proprio profilo.

Come ultima considerazione posso dire che, chi si occupa di selezione impara a “valutare” nella forma e nel contenuto del curriculum le prime caratteristiche del candidato. In altre parole, la lettura del cv permette ai professionisti di formulare una prima ipotesi, da verificare in sede di colloquio, non solo sulle competenze professionali, ma anche sulle caratteristiche personali. L’Europass, essendo strutturato secondo regole e struttura predefinite, non permette di esprimere a pieno la propria personalità, che invece è più facilmente intellegibile nei curricula redatti secondo i criteri tradizionali.

In base a tali considerazioni, il consiglio è di predisporre entrambi i formati, utilizzando l’Europass dove esplicitamente richiesto e/o per candidature europee; per il resto è preferibile procedete con l’invio del curriculum e della lettera di presentazione redatti secondo i criteri tradizionali.

È importante ricordare che è fondamentale adattare il curriculum e la lettera di presentazione all’utilizzo da fare e agli obiettivi da raggiungere.

Athena

venerdì 10 luglio 2009

IL PRIMO COLLOQUIO (dal sito linkatwork.it)

Non è mai facile iniziare. Forse gli esami svolti durante l’arco degli studi non sono sufficienti a prepararci per un’esperienza così importante: il primo colloquio.

La certezza di aver fatto sempre il proprio dovere, di aver superato al meglio tutte le prove ed i mille discorsi provati e riprovati nella vostra stanza il giorno prima dell’incontro potrebbero non bastare a prevenire quella sensazione di inadeguatezza che si potrebbe provare poco prima di iniziare!

Non credo ci siano approcci migliori o peggiori per affrontare il colloquio, nel tempo ognuno matura il proprio stile, trova il modo migliore per presentare i lati positivi e negativi del curriculum. Tuttavia, ci sono sicuramente una serie di consigli che potrebbero aiutarvi ad affrontare queste prime importanti prove. L’esperienza vi aiuterà, poi, ad affinare le tecniche migliori e la pratica vi renderà sicuri. Il segreto sta nel non perdersi mai d’animo, soprattutto se siete alle prime armi.

Presentarsi in poco tempo, fornendo al meglio i tratti salienti delle proprie capacità ed esperienze è sempre difficile. Classicamente il colloquio comincia con una domanda tipo: “mi parli di lei”; di solito non sono fornite altre indicazioni o schemi da seguire. Un inizio di questo genere potrebbe cogliere alla sprovvista e disorientare: cosa vorrà mai sapere il nostro intervistatore?

Ecco qualche suggerimento per affrontare situazioni di questo tipo:

Preparate prima il vostro colloquio. Tracciate uno schema, un “canovaccio” sintetico ed efficace su cui impostare la vostra presentazione. Potete cominciare presentando il vostro percorso di studi e, per chi ne ha, proseguire con le esperienze lavorative. In entrambi i casi, è importate riepilogare le competenze maturate, le capacità e le abilità possedute.

Non dimenticate mai di evidenziare quelle esperienze lavorative che, in qualche modo, possano mettere in luce la vostra intraprendenza, le capacità ed i punti di forza della vostra persona;

Qualora invece non abbiate ancora avuto occasione di misurarvi con il mondo del lavoro, è importante presentare al meglio il percorso di studi e le motivazioni che hanno influito sulle vostre scelte.

Che abbiate esperienze lavorative oppure no, è importante mettere in luce le vostre aspirazioni, “il sogno nel cassetto” (in termini professionali) e, soprattutto, le capacità che ritenete di avere per perseguire questi obiettivi.

Non esagerate nelle modalità di presentazione: non siate mai né modesti né supponenti, ma onesti e sinceri e, soprattutto, oggettivi e concreti. Potrebbe tornarvi utile qualche esempio a supporto delle vostre affermazioni: se ritenete di essere adatto al lavoro di squadra, ad esempio, raccontate un episodio o una situazione in cui avete avuto modo di mostrare questa capacità e così via. Le vostre asserzioni saranno più credibili!

Ricordate che è importante esporre in modo sintetico, chiaro ed efficace le proprie esperienze; chi ascolta ha poco tempo a disposizione per formulare un giudizio su di voi e sarà attento a tutti i particolari; non distraetelo con informazioni poco rilevanti, andate dritti al sodo e attirate la sua attenzione su ciò che ritenete sia importante per convincerlo che VOI siete il candidato perfetto.

Può essere d’aiuto citare gli sport o gli hobby che praticate; questi, infatti, possono tornare utili per confermare le vostre abilità o capacità. Ricordo, ad esempio, che proprio nel mio primo colloquio il selezionatore volle sapere se praticassi qualche sport; inizialmente pensai che questo tipo d’informazione fosse totalmente estranea alle competenze lavorative. Ma poi mi chiarì in che modo, dal suo punto di vista, certe attività (al tempo praticavo atletica leggera) contribuissero a formare il carattere ed alcune capacità importanti anche per il lavoro come, ad esempio, la determinazione e l’orientamento agli obiettivi. Inizialmente queste spiegazioni non mi convinsero molto. A distanza di anni e dopo tanti colloqui tenuti in qualità di responsabile della selezione, ho capito che il mio primo “carnefice” aveva davvero ragione, sport ed hobby sono spesso un indizio molto importante per delineare il profilo del candidato!

Altro elemento di primaria importanza è la conoscenza dell’organizzazione cui avete proposto la candidatura. Cercate di ottenete quante più informazioni sul vostro potenziale datore di lavoro. Guardare il sito istituzionale su Internet è sicuramente un grande aiuto ed un ottimo punto di partenza. Non perdete l’occasione di ricavare, se potete, ulteriori indicazioni da parenti, amici o conoscenti. Questo tipo d’indagine sarà d’aiuto per adeguare al meglio il modo di presentarvi; ad esempio, se state per affrontare un colloquio con una società di consulenza sarà importante mettere in risalto le vostre capacità relazionali e di spirito di squadra, la disponibilità a viaggiare e così via. In questo caso, come in altri, non mancate di curare anche il vostro abbigliamento e comportamento; elementi di questo genere non sono marginali, ma sono spesso considerati essenziali nel contatto e nella gestione del cliente. In realtà aziendali di questo tipo si ritiene che “la forma è sostanza”!

Un’ultima raccomandazione: alcuni selezionatori credono che, per testarne al meglio i tratti caratteriali, sia necessario porre il candidato in zona stress. Nel caso dovesse capitare anche a voi un rappresentante di questa scuola di pensiero, non fatevi intimidire dal suo atteggiamento poco accomodante. Mostrate sicurezza e sangue freddo: il vostro interlocutore sta usando una tecnica che conoscete per mettere alla prova le vostre reazioni!